Durante l’isolamento da Corona Virus…

Ti stai riorganizzando? Hai dei nuovi obiettivi?
In questo periodo, ognuno di noi è stato costretto a rivedere la propria quotidianità.
Ognuno di noi ha modificato le proprie abitudini per assecondare le attuali necessità, fatte soprattutto di privazioni.
Possiamo approfittarne per fare cose che non facevamo e imparare a fare cose che non sappiamo fare.
La maggior parte di noi avrebbe nuove opportunità da poter assecondare, per rendere migliore della vita passata, la vita futura.
Stai attendo, se dico migliore non dico che esistono vite più importanti o meno importanti, dico semplicemente che prima che succedeva sta cosa, avrai sicuramente pensato che ti sarebbe piaciuto sviluppare e migliorare alcune cose specifiche della tua. Ecco, se ti va, ti dico come organizzare i tuoi obiettivi …

Con l’aiuto della psicologia del lavoro ed il management per obiettivi.

In questo momento ognuno di noi sta facendo cose, alcune cose sono utili, altre sono più utili. Anche stare sul divano a guardare la televisione avrà per te la sua utilità e sicuramente avrà la sua utilità se no, non lo faresti.
Se togliamo da questo nostro ragionamento le persone che non avevano nessun tipo di preoccupazione prima, probabilmente non l’avranno neanche ora e non l’avranno dopo.
Se togliamo le persone che attualmente vivono stati di necessità importanti e non trascurabili, probabilmente li vivevano anche prima e probabilmente li vivranno anche dopo.
In mezzo ci siamo tutti noi, ci sono io e probabilmente ci sei anche tu. In questo periodo, abbiamo sicuramente più tempo per metterci in discussione e decidere di essere un po’ di più la persona che ci piacerebbe essere.
Per fare questa cosa, fidati, servono degli obiettivi e adesso, parliamo di cosa significa averli.

Ti dico subito che gli obiettivi devono essere:

– Basati sulla consapevolezza;
– Orientati al valore: perché lo devo fare.
– Specifici (cosa, quando, quanto, come);
– Ragionevoli con adeguati livelli di difficoltà. Nè troppo facili nè troppo difficili.

Ora accendiamo il cervello e seguimi.

In condizioni emotive stabili e normali, ognuno di noi crede che sta facendo del proprio meglio. In realtà nessuno di noi fa del proprio meglio, a meno che non aggiunge consapevolezza a quello che fa. E subito ci rendiamo conto che potremmo semplicemente essere, più organizzati, più concentrati, più pazienti e più impegnati.
Non so perché, ma ormai devi avere degli obiettivi è diventato un mantra. Anche le pubbliche amministrazioni credono di lavorare per obiettivi. Peccato che buona parte fissano gli obiettivi sulla base dei risultati già raggiunti e non il contrario. Ma questa è un’altra storia.
Torniamo a noi.
Prima di tutto chiediti: cos’è davvero importante per te ora e con la consapevolezza attuale? Di cosa ti sei accorto?
– Che sei senza una lira perché magari prima spendevi soldi a muzzo?
– Che vivevi alla giornata e non avevi la possibilità di poter mettere qualcosa da perte?
– Che i tuoi figli sanno a malapena come ti chiami?
– Che non sai fare una videochiamata adesso che la fanno tutti?
– Che sei in balia delle informazioni perché non sei capace di riconoscere facilmente la notizia falsa da quella vera?
– Che se devi inviare un’email non sai da dove cominciare?
Queste sono le prime cose che mi sono venute in mente. Ognuno di noi in questo momento si sta trovando di fronte qualcosa che non sa fare, che vorrebbe fare meglio.

La prima cosa che dobbiamo fare è esserne CONSAPEVOLI, se no non abbiamo concluso niente.

Ed in questo momento devi prenderne consapevolezza da solo, accendendo l’interruttore dell’umiltà nella tua mente. Tutti abbiamo quest’interruttore, molti di noi però non sanno più dov’è messo.
Trovandolo e accendendolo allora possiamo cominciare a metterci in discussione.
Ad esempio, io mi sono accorto che mia moglie va a mille e tiene in piedi la casa. Mentre fa cento cose in modo pianificato si preoccupa pure che i miei figli piccoli non si rompano le corna. Io da parte mia sono sempre stato convinto di fare del mio meglio dando il mio contributo. Sbagliato. Perché adesso non vado a buttare l’immondizia alternandomi con mia moglie che significa ci vado se posso altrimenti va lei. Adesso ogni mattina prima di cominciare a lavorare, vado al centro raccolta di Monreale (Palermo) e butto l’immondizia. Mi alzo 10 minuti prima e vado. Certe volte per fare quello che ci servirebbe o per imparare a farlo basta ottimizzare la risorsa più importante che abbiamo: il nostro tempo.

E abbiamo aggiunto altri elementi per la pianificazione dei nostri obiettivi.

Dopo che ho preso consapevolezza di questo cosa o strutturato un piano, l’ho eseguito per assecondare un VALORE. La mia famiglia per me è importante, mia moglie per me è importante ed i miei figli per me sono importanti. C’è qualcos’altro che posso fare oltre ad amarli? Si, buttare l’immondizia.
Altra domanda? Perché devo farlo? Perché così mia moglie alleggerisce il suo carico di lavoro e non deve pensare, ci va lui o ci vado io? Già è un pensiero in meno.
Dopo che ho capito questo, devo capire come fare meglio sta cosa eliminando imprevisti e sbagli. Cioè aumentare la probabilità di riuscita.
Per fissare degli obiettivi dobbiamo quindi essere altrettanto consapevoli del COMPITO. Cosa devo fare? Devo buttare l’immondizia! E delle risorse che ti servono, sacchetti, contenitori, quanto tempo ti serve? Quando lo puoi fare?
Tutte queste cose bisogna pianificarle. Ora stiamo parlando della munnizza che vado a buttare. Potremmo parlare dell’email che devi mandare per trovare lavoro considerando che un bordello di cose si facevano già al computer e adesso ancora di più. Ma tu magari hai sempre pensato: “ vabbè, a mia umminteriessa. Umma firu. Non serve a niente”. Adesso invece cominci a prendere in considerazione la possibilità che forse avresti già dovuto avere una tua email. Oppure avere un’attività lavorativa regolare.
Allora,
Facciamo finta che per me il lavoro è importante tanto quanto la mia famiglia.

Cos’è più importante. Il lavoro o la famiglia? Boh?

Comunque, prima no, ma adesso sono consapevole del fatto che per trovare lavoro prima devo imparare a cercarlo anche su internet. La cosa assurda è che se lo cerco su internet e lo trovo, devo probabilmente rispondere all’opportunità con un’email ed io non so usarla
Quindi, il lavoro per me è importante. Quindi è uno dei miei VALORI. Trovare lavoro è un mio obiettivo. E per trovare lavoro devo fare delle cose (compiti). Ogni obiettivo si raggiunge avendo chiari i compiti da eseguire ed i compiti devono essere specifici. Ad esempio caricare la macchina ed andare al centro raccolta. Se no lascio l’immondizia per strada. Tanto basta ca ma lievu i rintra. Certe volte facciamo cose per toglierci pensieri credendo di aver fatto del nostro meglio. Quando definiamo i compiti invece, probabilmente dobbiamo essere più concentrati e dobbiamo impegnarci un po’ di più, però fidati che ci avvicineremo all’obiettivo.

Obiettivo che deve essere ragionevole.

Se ho 40 anni e da 10 anni faccio lo psicologo è inutile che ora dico che voglio fare l’astronauta. Ci dovevo pensare prima. Ma, mannaggia, se avessi 20 anni, perché dovrei dire di voler fare le pulizie? Perché a vent’anni la mia massima aspirazione dovrebbe essere fare le pulizia? Non c’è nient’altro che potrebbe gratificarmi maggiormente da poter imparare col giusto impegno e la giusta consapevolezza?
La ricerca psicologica infatti ha scoperto che le persone meno gratificate sono quelle che avevano o obiettivi troppo grandi o troppo piccoli e queste persone in ogni caso non si impegnano. Tanto è tutto inutile. Invece, avere degli obbiettivi ragionevoli, realistici e basati sulla consapevolezza migliora la nostra motivazione per raggiungere i risultati desiderati.

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