1) Cos’è l’integrazione sociale: parte 1.

Questo contributo avvia di fatto la sezione speciale del sito sull’integrazione o inclusione sociale.

Come forse già sai, attualmente faccio lo psicologo sociale al C.A.R.A. di Mineo. Ne ho parlato su facebook, ed ho riproposto il contributo qui.

Questo primo vero contributo, vorrebbe essere utile per capire cosa significa davvero integrazione sociale.

Ti sarà utile? Credo e spero di sì. Sia che tu lavori con l’immigrazione sia che tu non lo faccia. La differenza sta solo su quanto utilizzerai praticamente quello che leggerai. Periodicamente pubblicherò altro materiale, è inutile che metto tutto ora e ti sciocco il cervello. Impegnati a notare che i contenuti sono comunque trasversali e facilmente applicabili in ogni contesto lavorativo, sociale e anche familiare.

Quello che mi preoccupa è che secondo l’accezione che si sta diffondendo, L’integrazione sociale sembra qualcosa riguardante esclusivamente gli africani.

L’integrazione sociale invece è un processo che riguarda tutti gli individui che intendono abitare e vivere una società, anche nostro e purtroppo l’Italia è una nazione piena di persone Italiane socialmente escluse o poco integrate.

Come diceva Kurt Lewin non c’è niente di più pratico di una buona teoria: per questo motivo, per comprendere la mia proposta è necessario condividere e metterci d’accordo su alcune cose.

Troppo spesso nei progetti o al telegiornale leggo e sento la parola “integrazione” e certe volte capisco che è il modo per definire qualcosa che non si sa definire.

Non dimentichiamoci che la psicologia è semplicemente la scienza che studia i comportamenti degli esseri umani.

Per comportamenti intendiamo tutto ciò che le persone fanno in interazione con l’ambiente. Vengono considerati comportamenti anche gli atti individuali non direttamente osservabili come i pensieri e le reazioni emotive. Per questo intendo l’integrazione come un comportamento e da ora puoi cominciare a farlo anche tu.

L’integrazione è un comportamento

Lo scopo di questo comportamento è quello di diventare membro di una società per avere una qualità della vita decente.

Alla fine intenderemo l’integrazione come un processo attivo e non più passivo e come ogni comportamento può essere imparato, scelto e perfezionato se produce risultati attesi e desiderabili.

L’integrazione è l’esito di una prestazione comportamentale ed ogni buona prestazione dipende dalle nostre competenze.

Senti qua, la competenza è la capacità di mobilizzare risorse specifiche in un contesto specifico.

Comunemente una competenza è intesa come la capacità di saper fare qualcosa e più specificamente in ambito lavorativo.

In realtà, in psicologia del lavoro si è compreso e studiato che per poter fare qualcosa bisogna essere capaci di mettere insieme delle cose. Le cose che vengono messe insieme sono definite risorse.

La principale risorsa necessaria è il nostro corpo e la nostra capacità di saperlo usare bene. Ogni prestazione richiede specifiche caratteristiche fisiche. Poi ci sono le risorse cognitive, ovvero quello che c’è dentro: informazioni e credenze; seguono le risorse economiche, ovvero la necessità di poter sostenere investimenti preliminari. Per fare qualsiasi cosa è necessario poter sostenere economicamente i preliminari. Per farmi una passeggiata decentemente devo aver comprato prima un bagno schiuma e dei vestiti.  Inoltre per emettere adeguatamente una competenza sono necessari posti e attrezzi e quindi risorse strutturali e strumentali: ad esempio, se volessi fare il commerciante, potrei esprimere la mia competenza o per strada con una bancarella o in una boutique elegante in una delle vie principali di una città. Se voglio integrarmi in una città X posso scegliere quale quartiere abitare, se Y o Z assecondando la mia disponibilità.

Comprendere questo è importante per riflettere sulla necessità di non sottomettere la nostra competenza alle abilità tecniche padroneggiate.

Non in ultimo, sono indispensabili le risorse sociali, ovvero le persone che conosciamo e che potremmo conoscere. Le nostre relazioni possono, di fatto, facilitare od ostacolare la nostra prestazione.

Adesso è facile intuire come, la qualità di ogni prestazione è determinata dal livello di competenza padroneggiato o padroneggiabile.

Per fare qualsiasi cosa dobbiamo prima essere consapevoli di cosa abbiamo bisogno e di come acquisire o migliorare le risorse non ancora adeguatamente possedute.

Ricorda queste parole perché le approfondiremo successivamente: prestazione, competenza e risorse.

Le persone per integrarsi devono quindi acquisire e gestire risorse per avere una buona competenza e quindi poter aver una buona prestazione. E le risorse necessarie non sono solo economiche.

Amo definirmi uno psicologo seriale, perché ho esperienze significative nei principali ambiti della psicologia: clinica, sociale e del lavoro.

Parlare di integrazione significa fare riferimento a teorie e tecniche afferenti alle tre macro aree.

La psicologia sociale studia prevalentemente l’interazione tra l’individuo, i gruppi e la società.

La psicologia del lavoro studia prevalentemente l’interazione tra l’individuo e le organizzazioni lavorative.

La psicologia clinica studia prevalentemente l’interazione tra il comportamento, i pensieri e le emozioni individuali e come l’individuo si comporta con sé stesso per stare bene.

Proverò e mi sforzerò di essere tecnico anche quando verranno approfondite tematiche dal facile coinvolgimento emotivo.

Le scienze studiano i fenomeni così come si presentano e non come dovrebbero presentarsi al fine di tradursi in tecnologie che possano influenzare i fenomeni verso la direzione desiderata.

Una tecnologia è buona quando migliora la prestazione. Solitamente tendiamo ad intendere qualcosa come tecnologicamente avanzata se è elettronica. In realtà non è sempre così. Mi ricordo quando una volta mio cognato aveva fatto montare le serrande elettriche per il suo balcone. Per aprirle servivano 30 secondi. Lo stesso risultato si otteneva in 3 secondi con la vecchia corda manuale. Cos’è più tecnologico in quel caso: l’interruttore o la corda?

Fine di queste tecnologie è quindi quello di migliorare la società, ed il benessere individuale. In poche parole la psicologia migliora la salute e la qualità della vita delle persone.

Per questo motivo il C.A.R.A. di Mineo esplicitamente assicura protezione e supporto ai richiedenti asilo ma in modo implicito lavora per tutelare e supportare la società.

Sei arrivato fino a qui? non ci credo. Quando ti andrà di continuare vai qui 🙂

 

Lo so, ancora c’è la parte noiosa, poi arriva il bello. Senza sapere queste cose però non potrebbe essere compreso quello che ci diremo dopo. Da cosa è ostacolata l’inclusione? Da cosa è favorita? come si manipola? come si influenza? Cosa possiamo fare noi? Cosa possono fare loro?

Se, intanto ti va, puoi mettere un mi piace alla mia pagina facebook in fondo a questa pagina, per essere aggiornato automaticamente dei futuri contributi. 

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2018-09-02T08:46:28+00:00By |0 Commenti

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