Premessa per una Psicologia delle religione

Per continuare a leggere non devi dubitare della teoria evoluzionistica pura.

Andrò molto veloce perché da Psicologo, il mio scopo è parlare dei nostri comportamenti e del futuro della specie umana.

Gran parte dei nostri comportamenti sono determinati dalle nostre credenze e la psicologia cognitiva approfondisce proprio questo. Una brevissima storia delle religioni, o meglio della psicologia della religione mi è venuta in mente perché gli esseri umani quasi nella loro totalità vivono religiosamente e se non credi in Dio probabilmente sei più religioso di quelli che ci credono. Per questo dovresti continuare a leggere.

Cominciamo…

Ad un certo punto della storia evolutiva degli organismi viventi, alcuni organismi hanno inventato quello che non esisteva, ma non attrezzi per schiacciare le noci ma proprio quello che non esisteva.

Circa 70mila anni fa, alcune scimmie hanno cominciato a pensare in modo complesso e a raccontarsi le cose. Molti altri animali comunicavano tra loro e molti lo fanno ancora. Alcuni animali però attraverso lo sviluppo di competenze psicologiche complesse, tra le quali un linguaggio assurdo, hanno cominciato a raccontarsi storie.

Ognuno di noi percepisce 3 livelli di realtà. Le piante solo una. Gli altri animali 2.

Le piante percepiscono come veri solo gli stimoli organici provenienti dalla loro struttura biologica. Per capirci. Automaticamente attraverso reazioni chimiche orientano i loro comportamenti assecondando inconsapevolmente stimoli esterni.

Le radici sentono umidità, le radici vanno verso l’umidità.

Gli animali invece hanno due realtà. Quella interna e quella esterna. Sentono la paura e la gioia, la fame e la sete, dentro di loro. Ed inoltre vedono anche quello che esiste fuori. Vedono gli alberi e vedono gli altri animali. In questo modo l’apprendimento non è solo biologico ma anche esperienziale. Gli esseri umani invece grazie allo sviluppo psicologico determinato da quella che chiamiamo rivoluzione cognitiva, percepiscono anche un’altra realtà. La realtà intersoggettiva: la realtà fatta da quello che ci raccontiamo. Le persone condividono realtà inesistenti ma sulle quali ripongono fiducia. Non passa giorno in cui artefatti culturali, cioè parole, non condizionano i nostri comportamenti: economia, proprietà, diritti, disoccupazione, matrimonio, diploma, ecc…

Circa 70mila anni, i primi homo sapiens hanno cominciato a radunarsi e crescere in gruppo, non solo perché avevano la stessa paura, la stessa fame e vedevano gli stessi animali, ma anche e soprattutto perché condividevano le stesse credenze. La maggior parte della nostra vita psichica si basa su credenze. Non su fatti.

Credere nelle stesse cose ha permesso ai primi umani di poter combattere e soffrire insieme a persone che non avevano mai visto prima di allora. Bastava condividere un valore. Bastava avere lo stesso Dio. Anche gli elefanti vivono in gruppo comunicano tra loro e si difendono reciprocamente. Ma se un elefante incontra un elefante esterno al suo gruppo manco lo saluta. Gli umani invece se incontrano un altro essere umano mai visto prima ma che condivide le stesse parole chiave, è un fratello. Se sei di Palermo prova ad incontrare un altro Palermitano in America. Immediatamente sarà tuo fratello. Anche se non lo hai mai visto prima.

Per queste ragioni, il gene della fede ha avuto maggiori probabilità di potersi diffondere. Chi credeva in Dio aveva maggiori possibilità di riprodursi perché non sarebbe stato solo.

In 70 mila anni la realtà inter-soggettiva ha totalmente schiacciato la vera realtà. Ad esempio, oggi, l’economia (realtà intersoggettiva) ha totalmente schiacciato la realtà naturale.

Ci preoccupiamo di più dello spread che del riscaldamento climatico globale.

Ma andiamo con ordine.

Le prime religioni erano PANTEISTE

Gli esseri umani non pensavano di essere tanto più speciali delle piante e degli altri animali. Anzi. La natura era la loro casa e gli altri animali non erano ancora sottomessi. In un ambiente così pericoloso, perché gli esseri umani avrebbero dovuto sentirsi superiori?

Ad un certo punto però qualcosa è cambiato. Gli esseri umani cominciano a dominare questo pianeta. Cominciano a credere di essere più importanti. Non potevano essere come gli altri esseri viventi. Loro erano sicuramente speciali.  Non potevano considerare animali e piante le loro divinità. Le divinità dovevano essere qualcos’altro. Bisogna ridurre ciò che viene creduto divino. Si restringe quindi il campo. Gli esseri superiori devono per forza essere diversi da loro. Se loro sono superiori agli altri animali, gli dei devono necessariamente essere superiori agli esseri umani. È logico. Cominciano a credere quindi nelle divinità che controllano l’incontrollabile: piogge, fulmini, mari, guerre, malattie, ecc…

Nascono le religioni Politeiste

Ad un certo punto però non è possibile che gli Dei sono emotivi come gli esseri umani. E non è possibile che sono così tanti. Gli Dei sembrano essere umani. Dio deve essere per forza uno. Il più forte di tutti. L’onnipotente.

Nascono le religioni monoteiste.

Il Dio degli ebrei è fortissimo. Non ce n’è per nessuno. Ha fatto tutto lui. Gli altri sono cazzeggiatori.

Ad un certo punto però Dio è troppo antipatico. Non piace più a nessuno. Severo, rigido e punitivo.  Serve un Dio, va bene onnipotente, ma anche buono e che soffre. Un po’ come me. Così mi ci posso identificare. Ok. Ci siamo capiti. Stiamo parlando della stessa persona.  Nel marketing delle religioni vince Gesù. Io credo in lui perché è come me. Ha una bella storia di famiglia. È fortissimo. Sa quello che vuole. Ha dei nemici e soffre. Addirittura muore. È esattamente come me perché condividiamo la debolezza più grande: la paura di morire.  Apriamo parentesi. È  lo stesso motivo per il quale vincono i politici.

I politici non vincono per quello che sanno fare, tipo creare il mondo in 7 giorni, ma per il semplice motivo che sono come me e credono in quello che credo io, soffrendo come soffro io. Per questo sono i preti delle religioni umanistiche moderne. Diffondono verità inter-soggettive.

Comunque andiamo avanti. Ad un certo punto gli esseri umani diventano così bravi che fanno la rivoluzione scientifica e la rivoluzione industriale.

Praticamente in un paio di secoli riescono a sostituire Dio. Infatti, come sappiamo, alla fine del 1800 Dio muore e con lui muoiono le religioni monoteiste. Nietzsche è stato molto chiaro. Inutile discuterne ancora. Nel ventesimo secolo abbiamo vegliato il cadavere. In questo secolo ce ne stiamo sbarazzando.

A sto punto dobbiamo metterci d’accordo su una cosa. Una religione è lo strumento culturale attraverso il quale l’uomo condivide norme e valori organizzati su strutture sovrumane e quindi su ideologie.

Se non ci sono valori è pura scientificità. Se ci sono solo norme e valori parliamo di sport.

Norme più struttura sovrumana = religione (lo dice HARARI).

Piccolissima parentesi: una norma è un’istruzione comportamentale finalizzata all’adattamento al contesto.  ES. NON  SI RUTTA SE SI CENA IN COMPAGNIA. Le norme possono essere d’uso, morali e giuridiche. Ma questo è un approfondimento a parte.

Le religioni infatti danno senso alla vita dell’uomo. Chi siamo e cosa dobbiamo fare infatti l’hanno sempre detto le religioni. Di fatto sono sempre state regolatori emotivi e comportamentali.

Ma se ad un certo punto Dio è morto. Come possono fare gli esseri umani per organizzarsi e sapere cos’è giusto e cos’è sbagliato? Semplice. Gli esseri umani diventano Dio. Scienza e industria hanno permesso all’umanità di fare quello che voleva. Non comandano più i preti. Cominciano a comandare i politici.

Nasce infatti l’umanesimo. Ma no quello del 1400, nasce il vero umanesimo. La religione che fa dell’uomo Dio. Ad un certo punto l’uomo è al centro di tutto e l’umanesimo ha 3 sotto categorie: Liberalismo, socialismo e fascismo. Così come il Cristianesimo o l’islamismo hanno le loro sottocategorie: protestanti, cattolici, sunniti e sciiti.

Sono strutture sovrumane che organizzano la vita dell’uomo con nuove norme e nuovi valori.

Liberalismo, socialismo e fasciamo sono sistemi di credenze ideologiche che dicono all’uomo cos’è giusto e cos’è sbagliato e quello che l’uomo deve fare per l’uomo. Non per Dio.

Diciamo che hanno vinto i liberali ma ad un certo punto della storia dell’umanità i liberali erano in netto svantaggio. Il comunismo aveva il controllo di circa il 70 percento degli esseri umani.

I liberali nelle loro declinazioni credono che tutti gli uomini hanno pari diritti e dignità. Gli esseri umani sono tutti uguali e che quindi ognuno esprime liberamente le proprie potenzialità. Se prima dovevi essere l’espressione della volontà di Dio e Dio non ti voleva Gay, adesso con il liberalesimo Tu puoi essere semplicemente te stesso. Tu sei tu e hai tutto il diritto di esserlo. Stai attento però perché chi ha meno è perché ha fatto meno e merita meno. La tua opinione però è importantissima per questo devi esprimerla in democrazia.

I socialisti credono che gli esseri umani DEVONO essere tutti uguali. Se qualcuno ha di più sicuramente c’è un’ingiustizia che deve essere compensata. Se siamo tutti uguali nessuno deve avere. Lo stato ha la responsabilità di farci essere tutti uguali. Non devono esistere minoranze.

I fascisti invece, non credono che siamo tutti uguali. Degenerando l’interpretazione scientifica dell’evoluzionismo, i fascisti credono che l’homo sapiens in realtà non esiste. Ci sono tante razze. Alcune sono migliori e devono essere tutelate altre sono peggiori e possono essere combattute ed annientate. Oggi i fascisti si muovono sul piano culturale. Se geneticamente siamo tutti uguali non lo siamo sul piano culturale. In ogni caso tendono a prendersela con i più deboli per tentare di migliorare il mondo privilegiando chi è già “migliore”. Nord contro sud. Bianchi contro neri. Ecc…

Tutte e tre sono religioni. Sono frutto della realtà intersoggettiva che ci siamo raccontati all’inizio.

Gli stati che oggi consideriamo più avanzati hanno quote di tutte e tre le religioni umaniste con  il liberalismo come base.

Probabilmente però in questo secolo o al massimo nel prossimo, scompariranno anche queste.

L’essere umano in questo secolo comprenderà che non è affatto Dio. Perché il pianeta è incontrollabile. Ogni religione da senso alla vita dell’uomo. Le religioni teiste hanno dato molto senso alla vita dell’uomo facendolo credere un attore divino per un piano divino a cui Dio avrebbe destinato ogni cosa.

Le religioni umaniste hanno tolto all’uomo il senso ultraterreno ma hanno fatto credere all’uomo che era l’uomo stesso il senso di ogni cosa.

La prossima religione toglierà senso ad ogni cosa riportandolo semplicemente all’esistenza di quello che esiste e nient’altro.

Proprio adesso l’umanità sta capendo che a prescindere dal senso e dai motivi abbiamo un pianeta da salvare.

Gli strascichi delle religioni teiste e umanistiche condizionano e compromettono ancora la salvezza reale. Ma i processi di consapevolezza sono già in atto.

Non si scappa.

Dio è morto e stanno morendo pure gli umani.

Le nuove religioni avranno un nuovo Dio, fatto di algoritmi, robotica e natura.

Quando le religioni umanistiche scompariranno, con loro scompariranno parte dei diritti delle persone.

Come ci racconta Harari, nel secolo precedente le religioni liberali e socialiste si sono preoccupate di gestire le relazioni tra esseri umani. Gli esseri umani non dovevano sfruttare altri esseri umani. Soprattutto in ambito lavorativo. La buona notizia è che però gli esseri umani erano utili. In questo secolo invece, le nuove religioni dovranno gestire l’irrilevanza degli esseri umani. In che modo gli esseri umani potranno continuare ad esseri utili di fronte ad algoritmi e macchine che li sostituiscono sempre meglio?

Non mi ricordo dove l’ho visto, ma sempre Harari in un’intervista mi ha fatto riflettere. Diceva qualcosa del genere:

“il muro non dovrebbe essere costruito in Messico ma in California”.

Facendo implicito riferimento agli algoritmi che escono da li. Ricordiamoci che già Amazon ha inventato i supermercati automatici dove non servono neanche i cassieri.

Riassunto del riassunto:

Le religioni sono realtà intersoggettive fatte da norme e valori sovrumani. Cioè quello che viene detto non dipende dall’uomo… e dall’uomo non può essere controllato anche se ne sono un prodotto. Sono utili a dare senso alla vita dell’uomo e a regolarne le attività attraverso processi cooperativi e competitivi per soddisfarne i bisogni attuali.

Tutto sto papello qui serve a migliorare la nostra consapevolezza del contesto. Migliore è la nostra consapevolezza del contesto locale, nazionale ed internazionale, maggiori saranno le nostre abilità per adattarci ed integrarci socialmente affinché possiamo migliorare la qualità della nostra vita e di questo pianeta.

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